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COME PUO' LA MENTE MIA SCORDARE

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Come può la mente mia scordare Chi la vita ti ha reso ineguagliabile Sgombrando le nubi e diradando Tempeste in agguato all’orizzonte? Come può la mente mia scordare Chi ad ogni  dì, d’amore ti ha colmato E con il calore delle sue parole O con carezze timide e segrete Ha riportato nell’anima la quiete, Ha tolto ansia e angoscia dal tuo cuore? Come la mente ora non può vacillare Senza i tuoi occhi e senza il cellulare Che in un istante condivideva il sogno E d’infinito riempiva ogni momento.

DOVE IL SILENZIO BACIA LA PAROLA

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Vorrei andare dove il silenzio Bacia la parola con nuovo ardore Dove i pensieri temono follie O dove i sogni si perdono In labirinti di bugie Vorrei andare dove tu Sei stato a contemplare Per ore la mia assenza Dove l’ansia ti assale E senti un brivido Nelle mani e nelle idee Vorrei andare dove più non sei Dove uno scoglio scompare Dentro l’onda e l’impeto M’acceca e mi stordisce.

L'INESORABILE

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      Accorgersi dell'uguale monotonia del tempo chiusa in una muta apparente sonnolenza mentre lo sguardo potrebbe  nel movimento che taglia l'ampiezza delle strade o fingersi girovago oltre le case che sorgono superbe, oltre una fetta di verde dove il sole spande la sua luce nel gioco immaginario che si cela dietro l'oscura trasparenza delle lenti. Il silenzio potrebbe infrangersi soltanto urtando fragili emozioni eppure lo sguardo resta fisso in un orizzonte che pare un segmento ed il silenzio regna in me immacolato anche se intorno pullula il mondo di voci e di rumori.

DOMENICA

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La vita parallela ci sospinge   a un ritmo che muta ad ogni istante in direzioni diverse o somiglianti   m'insidia costante il tuo pensiero   e colma i vuoti nella mente la stanza non ha muri nè soffitto se libero il mio spirito s'eleva ad incontrarti in un angolo di cielo   ho timide speranze che di sera il capo reclinano in preghiera ho timide speranze che al mattino sfociano in più audaci desideri Questa domenica mi sospinge al largo gonfiandomi di vento e  accarezzando la mia tristezza ed il tuo ricordo domani avrò i tuoi occhi e le tue mani e avrò il tuo cuore da mangiare succoso come un frutto alto sul ramo   oggi la solitudine mi grida d'avere più fede e più coraggio domani potrò dirti del mio amore e della pena che m'attraversa il cuore lentamente e senza far rumore.

TRISTEZZA

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Tristezza giunge all’improvviso Come una nube in cielo Rovista tra i pensieri Rallenta il cuore Tristezza mi posa sugli occhi La sua mano e   rende Tutto più monotono e oscuro E di nuova inquietudine Minaccia il giorno che procede A passi lenti e nuove ombre Pone all’orizzonte E si nasconde nel tramonto Di porpora e d’oro Ti da la mano Per poi buttarti a terra Ti bacia con un ghigno Alquanto strano Ti culla ma ti lascia A notti insonni.

VERRA' LA NOTTE

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Verrà la notte anche stanotte E non avrò stelle sul mio capo Non avrò beffardo il viso lunare A vegliare le mie inquietudini. Manca poco all’anniversario Del volo improvviso   verso lidi Impervi ed insolcabili. Con gli occhi negli occhi, Le mani nelle mani Ti toccherò il cuore Fino a raggelare Nella mente tutti i pensieri. Con la tua allegra follia Di griderò : sì domani, ti incontrerò domani su prati eccitati e sgomenti, su onde che ora riposano dopo tanto clamore. 

IN SOGNO

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Andare dove il cuore crede sia più lieve il peso da portare ma dove c’è riparo dalla luce forte dei   pensieri andare lungo il viale come ombra con la paura che il giorno ti dissolva andare come per espiare la pena dell’esilio sospesa all’altalena dell’ansia le labbra dischiuse in una sorta di preghiera. Andare senza sapere dove coi passi che calpestano il suolo da altri attraversato andare fino a te fino a una porta chiusa da dove mi giunge il tuo respiro andare fino a t e fino all’eco della tua voce che col vento mi sussurra: tu non sarai mai sola, credimi, tu non sarai mai sola…