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TUTTO CONFLUI' NEL DOLORE

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Lei gli domandò guardandolo negli occhi: sono bella? Lui rispose : devi essere sempre bella. Lei disse: tu mi lascerai sola. Lui rispose: lo so. Lei continuò: io soffrirò molto quando accadrà. Lui disse con un sospiro: lo so. E’ così che affrontarono il discorso quell’unica volta, poi più nulla. Perché  è un sottile filo quello che separa o che congiunge la vita e la morte. I giorni trascorsero uguali, le ore lente e veloci allo stesso tempo. E quando arrivò il silenzio, quello che ti chiude l’anima ad ogni  pensiero, quello che non ti fa percepire il vento o il minimo  rumore d’intorno, giunse anche il vuoto. E tutte le cose desiderate, rincorse, perdute, furono inutili. Anche le lacrime smarrirono il loro cammino tra le ciglia. Lei pensò: non è vero, non può essere vero. Ma lui non c’era a confermare questa verità o a smentirla. Allora tutto diventò all’improvviso reale : lo smarrimento, il  pianto, la dispe...

LA SOLITUDINE

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V’era un gran silenzio: oltre il silenzio, il buio. Nel nulla erano sospesi   come ad un sostegno i miei pensieri più crudeli. Non riuscivo neppure ad immaginare come tali pensieri potessero sorgere nella mia mente, ma ciò che m’appariva ancora più strano, era quell’altalena che mi conduceva dall’uno all’altro pensiero, che accarezzava ora l’uno ora l’altro proposito. Ed ipotizzavo forme di delitti perfetti, per quanto fossi convinta che essi non esistessero, dato che l’infallibilità non è qualità che si addice ad un uomo. Io però non ero che la vittima di tanta presunta violenza, non il soggetto ma l’oggetto. Dovevo aver sentito parlare da qualche parte di delitti perfetti   o perlomeno dovevo averne visto una forma alla televisione, ma quelle scene viste in tempi, forse remoti, da me stessa o sentiti narrare da qualcuno davvero competente in materia, ora si presentavano in maniera diversa, poiché da impersonali divenivano personali, in quanto da me stessa v...