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Le quattro perle

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                Più  ricca è ora la mia vita di quattro gioie di quattro perle rare   Una è nel vento che disciplina il mare e reca in sé sussurri e nenie antiche   L’altra nell’acqua cristallina e allegra che chiacchiera con i ciottoli d’un rio   Una è la siepe fiorita e frastornata nel canto gioioso di mille capinere   L’altra è la notte calda e voluttuosa che ti rapisce e ti fa sognare.  

ALLONTANARSI

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Stanco del proprio corpo e d’un acrobatico pensiero non più nuovi respiri sulla opposta riva ad incitare il remo La mano il moto dell’acqua ed anche il vento nella sua boria vincono il silenzio che cade come drappo e cela la rinnegata gioia al pari della collera la noia la tristezza su occhi che non vedono e bocche senza suono orecchie sorde naufraghe in un luogo dove nessuna mano simula carezze disegna abbracci e separa labbra serrate al pensiero d’essere dove non può ma è sempre stato, testimone il sorriso acceso, un sole nuovo nella notte tarda, nella notte nera, nella notte di chi non esiste. _______

QUELL'IDEA DELLA PERFEZIONE

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  C’è un silenzio relativo. Un rumore di sottofondo a cui ti sei abituata e non fai più caso, un gorgheggio d’uccelli fuori, lontano, ma percettibile. Ti   domandi, ma gli uccelli non si stancano mai di cantare… E chissà se lo sanno perché lo fanno. Dovresti anche tu cantare l’amore senza sapere di farlo. Le anime sensibili lo ascolteranno, le altre lo confonderanno con un milione di cose. E’ così che nasce il caos dentro di noi. Fuori siamo noi a portarlo per sentirci più a nostro agio. Vorresti essere sulla riva di un fiume, perché il fiume non è come il mare, non è immenso e non ti fa paura. Bisogna affrontare le cose piccole prima di passare alle grandi.   Ed ora tu ti senti come un bambino, curioso, ma serio, un bambino che ha smesso di sognare, o forse non l’ha mai fatto neanche quando era bambino. Non   potevi sbagliare… Ricordi? Tuo padre te lo diceva, e se accadeva, lo facevi apposta. Inutile spiegare, nessuno ti c...

Chi non sa fingere non sa regnare

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Sono gli obblighi a tenerci in vita, verso la famiglia, verso il lavoro, verso la società, non verso noi stessi. E' vero, forse bisogna amarsi per amare gli altri, ma se non ricevi amore come puoi amare te stesso. Ti senti inutile o magari troppo scontato, non un essere speciale. I gesti che compi sono meccanici finalizzati ai doveri da compiere. Che importa che vestito indossi, devi stare lì a un tavolo tra le carte, il pc, l'afa, i pensieri. Manca qualcosa, tu lo sai cosa manca, ma vuoi ignorarlo, ora pensarci non serve. Saranno ancora lacrime fino allo sfinimento. Stamattina pensavi di indossare quel paio di orecchini, non il più bello, l'ultimo. Ma meglio di no, lui non li ha visti, lui adora i tuoi orecchini, o forse era il movimento che facevano quando muovevi la testa con malizioso garbo, che dava luce ai suoi occhi. Puoi fare tante cose ma non fai niente, ti limiti al necessario, mangiare quanto basta, bere se ti ricordi di farlo, dormire se ...

PUO' IL PENSIERO...

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Può il pensiero,  pura essenza muovere le cose, può qualcosa di impalpabile condizionare la materia? Ma di cosa è fatta la materia, mi domando… Un tutto che vorrei provare a scomporre per  ricomporre diversamente Ma in base a quale criterio…

TUTTO MUTA

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Quando la gioia è all’apice è segno che è prossima alla rovina S’innalza nell’aria l’onda per ricadere al fondo non è dell’uomo il vivere l’incanto in eterno, si distrae imperfetto nel sognare E tutto muta  d’un tratto l'interrogarsi, il dubitare, l'aver certezze.

LA LUNA

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Scivolò il drappo inaspettato restò nudo il corpo quando la terra solerte s'aprì a coprirlo Indegno abito per una misera mortale la veste luminosa di una Dea calò profondo il silenzio a mezzanotte con l'ultimo boato nella mente. Anche la luna mi guardò beffarda e mi sputò in viso il suo ultimo chiarore.